Stai per buttare il telefono 'resistente all'acqua' in piscina. Se si rompe, la garanzia non ti copre
Ti vendono lo smartphone come "resistente all'acqua" e sulla scatola c'è la sigla IP68. Sembra una promessa: tuffati, non preoccuparti. Solo che quella certificazione fotografa il telefono nuovo di fabbrica, immerso in acqua dolce e ferma, in laboratorio. Non la tua vita reale, con la sabbia, gli urti, il cloro della piscina e il sale del mare, che è molto più corrosivo. La resistenza all'acqua non è una proprietà permanente: si degrada con il tempo, le cadute e le riparazioni. E dentro quasi ogni telefono c'è un adesivo di pochi millimetri, l'indicatore di contatto con i liquidi: bianco da asciutto, rosso appena tocca l'acqua. È quel bollino che il tecnico guarda per dirti che il danno da liquido non è coperto dalla garanzia. Lo scrivono gli stessi produttori, nero su bianco. Smontiamo la sigla IP68, capiamo perché protegge dagli incidenti ma non dai tuffi, e perché quel piccolo testimone rosso conta più di quanto pensi quando porti il telefono in assistenza. Il punto è questo: • IP68 misura il telefono nuovo, in acqua dolce e ferma: non è una garanzia e non dura per sempre. • Il danno da liquido fa decadere la garanzia, e lo mettono per iscritto i produttori stessi, Google compresa. • L'indicatore di contatto con i liquidi diventa rosso e non torna indietro: decide lui se ti riparano. • Non è pensato per l'uso in acqua ma per gli incidenti: mare e cloro lo distruggono in fretta, e lì paghi tu. Fonti e approfondimenti • Standard IEC 60529, che definisce i gradi di protezione IP • Google, pagina ufficiale di supporto sulla resistenza ad acqua e polvere dei Pixel e sulla garanzia • Comunicazioni ufficiali dei produttori sulla resistenza ai liquidi ⠀ ⠀ Prodotto con AI, direzione editoriale umana — klaro.fm ⠀ ⠀ ───── Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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