Venezia ti fa pagare 10 euro. I turisti non calano lo stesso
Venezia è l'unica città in Italia dove camminare per strada ha un prezzo. Il contributo d'accesso — partito come esperimento a cinque euro e poi raddoppiato a dieci — dovrebbe scoraggiare l'overtourism. I dati dicono il contrario: i turisti continuano ad arrivare esattamente come prima, e il saldo netto dopo i costi di gestione è stato praticamente nullo. Il sistema non ha ridotto la pressione sulle calli nemmeno di un punto. Eppure il modello piace alla politica, perché permette di dire "stiamo facendo qualcosa" senza scontentare l'industria turistica. E altre città italiane stanno già guardando. In questo episodio Luca smonta il meccanismo del ticket veneziano e racconta come il contributo d'accesso non sia uno strumento di gestione, ma di monetizzazione. Chi spende centinaia di euro per una giornata a Venezia non si ferma per dieci euro — e Venezia lo sa benissimo. Il punto è questo: • Il ticket d'accesso non ha ridotto il numero di turisti a Venezia — li ha solo fatti pagare • Venezia è l'unica città italiana ad applicare contemporaneamente tassa di soggiorno e contributo d'accesso giornaliero • Il modello "paghi per esistere in città" sta diventando un template politico per altre destinazioni italiane • Quando il prezzo è simbolico, non è un deterrente — è un cartello Fonti e approfondimenti • Comune di Venezia – Venezia Unica (portale contributo d'accesso) • Comitato CSCV – studi sull'efficacia del contributo d'accesso • Il Sole 24 Ore – bilancio del primo anno di sperimentazione • Euronews Travel – estensione dei giorni di applicazione del contributo • Geopop – tassa di soggiorno e contributo d'accesso a confronto ⠀ ⠀ Prodotto con AI, direzione editoriale umana — klaro.fm ⠀ ⠀ ───── Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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